I soldi non sono l’unica cosa che ferma le persone che vogliono viaggiare. Ogni tanto bisogna far fronte ai propri limiti fisici che possono rendere il viaggio difficile. Oggi per la rubrica #storieincredibili scopriamo la storia di Kirsten (a.k.a. Globetrotter in a Wheelchair) che ha viaggiato in ben 78 paesi in carrozzina.

Kirsten è una ragazza con una malattia degenerativa che la porta ad essere perennemente in sedia a rotelle ma, nonostante il suo handicap, ha deciso di viaggiare in carrozzina la bellezza di quasi 80 stati e non ha intenzione di fermarsi.

Quando ho letto per la prima volta l’intervista di Kirsten mi ha toccato personalmente.

A questo punto credo che la vera questione non siano i mezzi ma quanto siamo disposti a sacrificare per inseguire i propri sogni. Buona lettura e spero che questa esperienza ti porti un’ondata di positività e uno spunto di riflessione.

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1. Hai visitato molti paesi in meno di un anno, raccontaci della tua passione per il viaggio?

Credo di aver coltivato la passione per il viaggio fin da quando ero piccola. Mio padre era un commerciale e viaggiava tanto per lavoro, soprattutto in Europa. Era come fossi in un ‘road trip’ perenne. A parte ciò, abbiamo sempre viaggiato durante le classiche vacanze estive.

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2. Sostieni il viaggio lento, quanto ti trattieni in un luogo?

Dipende quanto ci piace il luogo dove siamo, può variare da un paio di giorni fino a un mese e più.

Ogni tanto affittiamo un appartamento a lungo termine, dopodiché, avendo un punto base, scopriamo le località vicine.

Non puoi mai prevedere cosa succede durante un viaggio. Se un luogo ci sembra interessante, per noi è fantastico viverci e diventare parte della città. E’ difficile diventare un ‘locale’ ma sicuramente è possibile avere la percezione di cosa vuol dire vivere in quel posto stando per un periodo medio-lungo.

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3. Viaggi per lavoro o preferisci concederti delle vacanze a lungo termine?

Facciamo vacanze lunghe. Ma dipende da diversi fattori. Il viaggio più corto è stato di due settimane e quello più lungo di quasi due anni.

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4. Come ti mantieni durante i tuoi viaggi?

In Danimarca, se hai un handicap fisico, puoi assumere un assistente personale che riceve uno stipendio dal governo. Io, ho assunto mio marito Dieter.

Tutti hanno diritto a 5 settimane di vacanze pagate così posso portarmi il mio assistente per 5 settimane all’anno, nel mio caso, Dieter. Il resto del tempo che viaggiamo, Dieter non è pagato.

Io sono un docente e un’artista ma da qualche anno a questa parte, per problemi dovuti alla mia malattia, sono rimasta ferma.

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5. Parlaci di più dei tuoi lavori artistici?

Sono un’artista (vedi KesterArt.com) e faccio esibizioni in giro per il mondo. Quello che guadagno lo uso per comprare materiale che serve per dipingere e per viaggiare.

Quando viaggio offro lezioni gratuite nei paesi del terzo mondo; spesso a chi è meno fortunato o a chi ha handicap. Essendo io stessa a viaggiare in qualità di disabile, realizzo che avere una disabilità fisica è considerato ancora come un tabù. Cerco di incoraggiare le persone a combattere per i propri diritti come essere umano, e allo stesso tempo di rispettarsi come persona.

Può essere veramente difficile vivere in uno stato dove sei escluso dalla comunità perché hai un handicap. Così, cerco di sensibilizzare le persone affinché aprono i cuori e includono e accettano nella comunità persone disabili.

Quando sono in Danimarca e insegno mi faccio pagare un corrispettivo in denaro, ma quando viaggio cerco di barattare con cose che mi servono come l’alloggio, pasti e altro.

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6. Dopo la tua esperienza, consigli per viaggiare low-cost?

Ci sono tante cose da fare e non fare quando viaggi, ecco qualche consiglio:

1) Tendiamo a viaggiare soprattutto nella bassa stagione, abbassando notevolmente le spese.

2) Per diversi anni abbiamo sub-affittato il nostro appartamento per avere un`entrata extra.

3) Cerchiamo di alloggiare da privati utilizzando siti come AirBnB e Servas.

4) Evitiamo di comprare cose inutili.

5) Quando si viaggia lentamente e si resta in una destinazione, si evita di spendere tanto per il biglietto aereo quindi si risparmiamo soldi.

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7. Oltre a AIRBNB e SERVAS dove alloggiate per spendere poco?

Abbiamo usato tanto gli Ostelli. Abbiamo affittato appartamenti, camper e bungalow. Un paio di volte siamo stati in campeggio alloggiando in tenda.

Se si affittano stanze di Hotel per lungo termine, generalmente si risparmia.

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8. Sembra che essere in carrozzina non sia un limite! Quale sono le sfide del viaggiare in carrozzina?

Thailand-wheelchair-travel-interviewL’accessibilità è la parte più difficile di viaggiare in carrozzina.

Il mondo è pieno di scalini, entrate ripide e porte strette. Devi pensare creativamente e non aver paura di chiedere aiuto.

E’ sicuramente più facile viaggiare quando sei giovane perché ti fai meno scrupoli. Quando sei più esperto e in un certo senso più maturo, pensi a cosa potrebbe succedere se la zattera si ribaltasse e la carrozzina finisse dieci metri sotto il fiume. (vedi foto)

Ma fortunatamente non si pensa così tanto quando si è giovane. Si vive in maniera spensierata.

Per leggere l’intervista originale in inglese clicca qui.

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Se anche tu vuoi raccontare la tua STORIA INCREDIBILE non esitare a scriverci tramite il form di contatto.

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