Da un pò di giorni a questa parte mi sta frullando nella testa un pensiero che già mi ossessionava quando vivevo in Italia, prima che facessi la mia scelta sbagliata.

Oggi, non so per quale preciso motivo ho deciso di condividerlo con voi.

Tutto ciò è scaturito dopo aver ascoltato una canzone del caro amico Eddie Vedder, ‘Society’ parte della colonna sonora del film ‘Into the wild’.


Ad un certo punto Eddie o McCandless dice:

You think you have to want more than you need
Until you have it all you won’t be free

ovvero

Pensi di dover avere più di quanto hai bisogno,
Fino a quando ce l’hai ma non sarai libero

Mi tornano in mente tante cose. Persone, situazioni, luoghi, oggetti.  Mi soffermo sull’ultima parola e penso a come ci condiziona la vita.

Quando lavoravo regolarmente in Italia e avevo uno stipendio fisso, si può dire che mi facevo piacere e se volevo comprarmi qualcosa non ci pensavo due volte. Soprattutto durante il primo anno di lavoro, forse come simbolo di indipendenza.

Quello che acquistavo erano principalmente cose superflue come cene al ristorante, vestiti, smartphone, qualche viaggio, qualche bevuta….ok gli ultimi due punti non sono così superflue e a dire il vero erano più di ‘qualche’ ma sempre entro i limiti.

Probabilmente a livello inconscio sapevo che un giorno mi sarei licenziato quindi fortunatamente non ho mai fatto acquisti scellerati. Ho sempre camminato a misura d’uomo.

Potevo sicuramente fare meglio ma Intorno a me vedevo persone che appena firmavano un contratto di lavoro, nel migliore dei casi  indeterminato, si compravano il mondo come macchine nuove di pacca, moto, Iphone IpodIpadMacproVestitifirmatiscarpeorologiechipiùnehapiùnemetta. Il principale problema era che, nella maggior parte dei casi, non potevano realmente permetterselo e così per una cosa o per l’altra si accendevano un finanziamento di diversi anni.

Per me a quel punto si aggiudicavano la medaglia d’oro dello schiavo perfetto.

Tornando al mio pensiero credo che la maggior parte di noi spende i soldi per rivalsa.

Mi spiego. Secondo me un gran numero di persone non sono soddisfatte della vita che fanno e allora spendono i soldi guadagnati in cose superflue, quasi per colmare lo stato di insoddisfazione e frustrazione che li tormenta. Come se questi oggetti possano dimostrare al mondo intero quanto sono felici e come sono liberi. Ma in realtà è tutto il contrario.

Ok non voglio dire che tutti quelli che si comprano una macchina lo fanno per insoddisfazione poiché c’è anche il fattore necessità, ma quando si fa il passo più lungo della gamba credo ci si debba fare due domande.

Aggiungo che questo è solo un mio pensiero e non è assolutamente mio intento fare lezioni di vita, anzi credo che ogni giorno si debba imparare qualcosa e mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

Concludo con una frase di Martin Luther King jr:

We must rapidly begin the shift from a “thing-oriented” society to a “person-oriented” society. When machines and computers, profit motives and property rights are considered more important than people, the giant triplets of racism, materialism, and militarism are incapable of being conquered.

ovvero

Dobbiamo rapidamente allontanarci da questa società centrata sui beni, e andare verso una società centrata sulle persone. Quando le macchine, i computer, i profitti, e i diritti di proprietà sono considerati più importanti delle persone, i tre mostri del razzismo, materialismo estremo e militarismo non possono più essere sconfitti.

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A proposito dell'autore

GiraMundo a Malta

Sono Stefano e non sono un travel blogger. Le etichette non mi sono mai piaciute. Vivo da più di 4 anni a Malta e ho creato questa guida di Malta con informazioni utili per le tue vacanze a Malta e nel caso avessi deciso di viviere nell'isola. Il tutto con un tocco originale.

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4 Risposte

  1. AL

    Ciao! Conosco la canzone (bellissima), hai centrato il problema, l’indebitamento per avere cose al di sopra delle nostre reali possiblità ecomiche è la schiavitù moderna. Oggi purtroppo l’abito fa il monaco, finchè non ti pignorano l’abito.

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    • GiraMundo a Malta
      Stefano

      Ciao Al!
      Mi fa piacere che hai capito e condividi il pensiero. Hai detto bene, e la cosa buffa è che la maggior parte degli ‘abiti’ non ci servono. Ma la consapevolezza è il primo passe verso il cambiamento 🙂

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  2. daniele

    Parole Sante, Ste.
    Ho appena rinunciato a un tempo indeterminato per continuare la mia ricerca della felicità. Ci manchi qui.

    Dan

    Rispondi

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